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ARDITI GRANDE GUERRA

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VIII° REPARTO D’ASSALTO

L’VIII° Reparto d’Assalto nasce ufficialmente il 20 maggio del 1918 a seguito delle disposizioni del Comando Supremo che allinea il numerale dei reparti d’assalto a quello dei corpi d’armata di appartenenza. Tuttavia il reparto viene costituito già a partire dall’ottobre del 1917 con il numerale di XXII° Reparto d’Assalto.
Qui di seguito viene riportata una sintesi dei principali avvenimenti che lo hanno visto protagonista durante la Grande Guerra.

Eventi del 1917

Il XXII° Reparto d’Assalto viene costituito il 5 ottobre 1917 a Fogliano in seno al XXV° Corpo d’Armata, risultando l’ultimo dei reparti d’assalto creati nella 3^ Armata prima degli eventi di Caporetto. Il comando del reparto viene affidato al capitano Manfredi Costanzo. La struttura iniziale prevede tre nuclei di compagnia e il reparto viene preso in forza dal 267° Reggimento Fanteria come 4° battaglione.

Il 10 ottobre il reparto si trasferisce a Borgnano, località destinata a ospitare il centro di formazione degli arditi della 3^ Armata. Il 14 ottobre, per ordine del Comando Supremo, i reparti d’assalto fino a quel momento privi di numerale ricevono una numerazione ufficiale: il reparto in costituzione presso il XXV° Corpo d’Armata assume il numerale di XXII° Reparto d’Assalto, con centro di mobilitazione presso il deposito del 55° Reggimento Fanteria di Treviso.

Il XXII° nasce come reparto di “Fiamme Nere”, formato da volontari prevalentemente provenienti dalla fanteria. Tuttavia le difficoltà di reclutamento, dovute alla limitata disponibilità di unità del XXV° Corpo d’Armata, rendono necessario ampliare la base di alimentazione. In applicazione delle disposizioni del Comando Supremo, vengono ammessi volontari di altre armi, si estende la ricerca anche tra le truppe e gli organi di servizio dell’Intendenza d’Armata e si prevede l’assegnazione al reparto dei volontari in esubero degli altri reparti d’assalto della 3^ Armata.
Il processo di formazione procede lentamente, anche a causa delle resistenze opposte da diversi comandanti di reggimento, riluttanti a cedere elementi ritenuti tra i migliori. Le esercitazioni presso Borgnano sono ancora in corso quando, alla fine di ottobre, gli eventi bellici (Caporetto) impongono un impiego immediato del reparto.

Il 25 ottobre il comando della riserva d’armata viene affidato al tenente generale Giuseppe Paolini, con il compito di coprire il ripiegamento della 3^ Armata occupando successivamente la linea delle teste di ponte, la linea degli argini e la linea degli abitati, assicurando nel contempo la protezione del fianco sinistro, minacciato dalla ritirata della 2^ Armata. Il 27 ottobre, con l’avvio del ripiegamento generale verso il Tagliamento, Paolini riceve alle sue dipendenze, oltre a reparti di cavalleria e artiglieria, anche il XXII° Reparto d’Assalto.

Il reparto viene messo in marcia lungo l’itinerario Chiopris – Jalmicco – Palmanova, con destinazione Codroipo, mentre le brigate di fanteria si schierano sulla linea Chiopris – Romans – Villesse – Villa Vicentina – S. Valentino. La notte sul 28 ottobre e la giornata successiva trascorrono senza contatti significativi; la marcia delle colonne dirette oltre il Tagliamento si svolge ordinatamente.

Il 29 ottobre il XXII° Reparto d’Assalto viene raccolto a Talmassons, dove rimane in posizione di rincalzo immediato delle brigate che ripiegano dietro la linea del Cormor. Nella notte sul 30 ottobre, a seguito della crescente pressione nemica a nord, le truppe di copertura arretrano dietro il torrente Stella.

Il mattino successivo Paolini incontra il XX° Reparto d’Assalto a Rivignano e lo aggrega alle sue forze; contemporaneamente impiega il XXII° Reparto d’Assalto per concorrere alla protezione dei ponti di Madrisio, minacciati dall’avversario che scende in forze lungo il Tagliamento. Insieme alla III^ Brigata Bersaglieri, il reparto contribuisce a coprire lo sganciamento delle brigate di fanteria. Durante i combattimenti di Bertiolo e Flambro, mentre la Brigata Granatieri di Sardegna sostiene duri scontri per disimpegnarsi, anche gli arditi del XXII° ripiegano sulla destra del Tagliamento.

Sciolta temporaneamente la retroguardia dopo il passaggio del fiume, la decisione viene rapidamente rivista. La sera del 1° novembre Paolini riceve il comando di una nuova riserva destinata a svolgere funzioni di retroguardia in caso di ulteriore ripiegamento. In questo raggruppamento rientrano i reparti d’assalto XX° e XXII°, riuniti agli ordini del tenente colonnello Giuseppe Pavone.

Il 4 novembre l’ordine di abbandonare la linea del Tagliamento trova il XXII° Reparto d’Assalto schierato a Marzinis, all’estrema sinistra dello schieramento, con il compito di assicurare il collegamento con la 2^ Armata verso il Meduna. Il ripiegamento avviene senza interferenze dirette fino al 5 novembre, quando il reparto arretra ordinatamente dietro la Livenza. Tra il 6 e il 7 novembre il XXII° è impegnato sulla linea della Livenza, nel settore del ponte di Meduna, sostenendo una pressione costante dell’avversario che utilizza il campanile del paese come osservatorio e le abitazioni lungo il fiume come postazioni per armi automatiche. Gli arditi organizzano una difesa basata su osservatori avanzati e mitragliatrici disposte per il tiro d’infilata, riuscendo a mantenere le posizioni per l’intera giornata del 7 novembre.
Nella notte sul 7 novembre, a seguito del ripiegamento della 2^ Armata, il XXII° Reparto d’Assalto arretra sulla linea del Monticano, dove viene schierato tra Palazzo Revedin e Sala di Sotto. Le posizioni vengono mantenute fino a mezzogiorno dell’8 novembre, quando giunge l’ordine di ripiegare sulla linea del Piavon. Qui, conclusa la funzione della retroguardia generale d’armata, il reparto passa in riserva e nella notte attraversa il Piave a Ponte di Piave.

Il 14 novembre 1917 il XXII° Reparto d’Assalto viene destinato al settore del Basso Piave, raggiungendo l’area di Cava Zuccherina. Già sotto organico al momento della partenza da Borgnano, il reparto esce ulteriormente provato dalla ritirata e svolge un ruolo marginale nei combattimenti nel terreno paludoso tra Piave Vecchio e Piave Nuovo.

Il 16 dicembre, con l’entrata in linea della III Brigata Bersaglieri, il XXII° viene ritirato dal fronte e concentrato nella zona di S. Biagio di Callalta per il riordino.

Eventi del 1918

All’inizio del 1918 il XXII° Reparto d’Assalto si trova in una fase critica della propria esistenza. Ritirato dal settore del Basso Piave dopo i duri giorni della ritirata, il reparto viene concentrato nella zona di S. Biagio di Callalta insieme agli altri reparti d’assalto della 3^ Armata. Dislocato a Fornaci di S. Floriano di Callalta, il XXII° versa in condizioni tali da non consentirne un immediato reimpiego operativo: le perdite subite, la stanchezza accumulata e la generale carenza di complementi inducono il comando a disporne lo scioglimento, con la confluenza dei resti nel XXI° Reparto d’Assalto.

Questa decisione, che sembra destinata a porre fine alla breve storia del reparto, viene tuttavia rapidamente riconsiderata. Il Comando del XIII° Corpo d’Armata, incaricato di sovrintendere alla riorganizzazione delle unità d’assalto della 3^ Armata, ottiene che il XXII° venga ricostituito a partire da un nucleo iniziale di 10 ufficiali e 175 uomini di truppa, provenienti dal XXI°. Il 26 dicembre 1917 il tenente generale Ugo Sani comunica al tenente generale Enrico Caviglia, comandante dell’VIII° Corpo d’Armata, l’avvenuta rinascita del reparto e lo invita a favorire personalmente l’afflusso di volontari dalle 48^ e 58^ Divisione.

L’azione di propaganda e reclutamento produce risultati concreti. Al 10 gennaio 1918 il XXII° Reparto d’Assalto conta 11 ufficiali e 426 uomini di truppa, sebbene 31 di questi risultino in procinto di essere rimandati ai reparti di provenienza per inidoneità fisica. Alla stessa data sono già costituite le sezioni pistole-mitragliatrici e mitragliatrici, e il reparto appare avviato verso il ripristino dell’organico previsto, pur in un quadro generale di difficoltà.

Alla fine di gennaio l’VIII° Corpo d’Armata viene rilevato in linea dall’XI° Corpo d’Armata britannico e passa alle dipendenze della 2^ Armata, entrando in riserva insieme ai corpi d’armata XIII° e XXVII°. In questo contesto il 1° febbraio il XXII° Reparto d’Assalto si trasferisce a Paviola. Il mutamento di dipendenza non altera la natura dell’attività del reparto, che resta concentrata sull’addestramento individuale e di reparto, rivelatosi più problematico del reclutamento stesso.

Nel marzo 1918, mentre la 2^ Armata si schiera lungo il Piave per rilevare le truppe britanniche, i reparti d’assalto XXII°, XIII° e V°, insieme al II° Reparto d’Assalto di Marcia, vengono riuniti in un raggruppamento agli ordini del colonnello Teodoro Alessi, che assume l’incarico il 27 marzo. Una settimana più tardi Alessi trasmette al comando d’armata un primo rapporto in cui descrive una situazione ancora insoddisfacente sotto il profilo dell’efficienza e della disciplina. Le carenze materiali – armi individuali, pugnali, equipaggiamenti specifici degli arditi, mezzi di trasporto – si sommano a problemi più profondi legati alla qualità dell’elemento umano, al sistema di reclutamento e alla mancanza di continuità di comando.

Alessi individua come prioritari il rafforzamento dell’inquadramento e l’introduzione di un programma addestrativo intensivo, capace di occupare interamente le giornate e ridurre le occasioni di indisciplina. In questo quadro si inserisce anche una vasta opera di epurazione, che porta all’allontanamento di ufficiali e soldati ritenuti non idonei.

Dal 1° marzo il XXII° Reparto d’Assalto è dislocato a Salzano, sulle pendici del Monte Baldo. Sul finire di aprile viene assegnato organicamente all’VIII° Corpo d’Armata e il 20 maggio 1918, mentre si trova ad Albaredo d’Adige, assume ufficialmente il numerale di VIII° Reparto d’Assalto, in applicazione delle disposizioni che allineano i reparti d’assalto ai corpi d’armata di appartenenza.

Nel frattempo il reparto, passato agli ordini del maggiore Paolo Vagliasindi, viene trasferito a Taggi di Sopra, presso Limena, e successivamente inserito nella costituenda Divisione d’Assalto “A”. L’VIII° forma, con il XXII° e il XXX°, il 3° Gruppo d’Assalto, inizialmente comandato dal tenente colonnello Carlo Trivulzio. Due mesi di addestramento intenso e i provvedimenti sul personale voluti da Alessi determinano un sensibile miglioramento dell’efficienza e della disciplina, preparando il reparto all’impiego in combattimento.

Nella notte sul 17 giugno 1918, all’1.30, il 3° Gruppo d’Assalto viene trasferito in autocarro a Roncade, nell’ambito dello schieramento della Divisione “A” destinata a entrare in linea tra il XXIII° e il XXVIII° Corpo d’Armata per sviluppare l’azione di contrattacco volta ad annullare la penetrazione austro-ungarica sulla destra del Piave. L’ordine di operazione assegna alla divisione il compito di avanzare dalla fronte Losson – Gorghetto verso la linea Capo d’Argine – Osteria di Fossalta – Fossalta, per poi raggiungere l’allineamento Croce – Gradenigo, agendo in coordinamento con la Brigata Bisagno e altre unità.

A causa dell’intasamento delle strade nella zona Roncade – Vallio Fornaci, l’inizio dell’operazione subisce un ritardo. Alle 18 la colonna di destra riesce ad avanzare verso Capo d’Argine e Fossalta, mentre sulla sinistra il 3° Gruppo, ridotto ai soli VIII° e XXII° per il trattenimento del XXX° in riserva, subisce un’ulteriore riduzione quando il XXII° viene dirottato verso il fosso Palombo per contenere una minaccia avversaria. Il solo VIII° Reparto d’Assalto, contrastato frontalmente e minacciato alle spalle, è costretto a sospendere l’avanzata lungo l’ansa di Gonfo e a disporsi sulla difensiva.

Per tutta la notte tra il 17 e il 18 giugno si susseguono scontri cruenti e accaniti, durante i quali gli arditi riescono a respingere ripetuti tentativi di infiltrazione, catturando prigionieri e mitragliatrici. All’alba del 18 giugno il 3° Gruppo risulta composto dai reparti VIII°, XIII° e XX°, agli ordini del maggiore Giorgio Morolin, poiché Trivulzio è stato ferito. Nel corso della giornata nuovi tentativi controffensivi si sviluppano su direttrici diverse, ma, nonostante una progressione iniziale, l’azione si arresta e la situazione resta sostanzialmente invariata.

Il 19 giugno e la notte sul 20 vedono i reparti della Divisione “A”, compreso l’VIII° Reparto d’Assalto, impegnati a contenere un nuovo tentativo avversario in direzione di S. Pietro Novello. Pur cedendo terreno, gli arditi, combattendo spesso mescolati a unità di fanteria, riescono a ristabilire una linea difensiva davanti alla località. Nella tarda serata del 20 giugno l’VIII° viene finalmente sganciato e si porta a Casale sul Sile; il 21 giugno prosegue a piedi verso S. Michele del Quarto e in serata sale sui treni diretti a Lonigo, zona di accantonamento della divisione.

Nella Battaglia del Solstizio l’VIII° Reparto d’Assalto registra 5 ufficiali feriti, 16 caduti, 79 feriti e 18 dispersi tra la truppa, per un totale di 113 uomini fuori combattimento. Avendo subito perdite relativamente contenute, il 23 giugno viene scelto, insieme ai reparti XII° e XX°, per formare un gruppo di inseguimento agli ordini del colonnello Grillo, inviato verso Nervesa per incalzare un avversario ormai in ripiegamento dal Montello.

Dopo il rientro in treno il 26 giugno, l’VIII° viene dislocato a Campolongo e resta inquadrato nel 3° Gruppo d’Assalto anche dopo la costituzione, il 27 giugno, di una seconda Divisione d’Assalto. Nei mesi estivi l’attività del reparto è incentrata sull’addestramento di gruppo, una novità significativa per unità abituate a operare in piccoli nuclei. Il 9 e 10 luglio il reparto svolge una prima esercitazione complessa sul terreno di Monte della Torre, seguita da ulteriori manovre in agosto.

Il 21 agosto 1918, a Granze delle Frassinelle, l’VIII° Reparto d’Assalto riceve il gagliardetto dalle mani di Vittorio Emanuele III, nel corso della rivista alle truppe delle divisioni d’assalto. All’inizio di settembre il reparto presenta un quadro organico sostanzialmente soddisfacente, con la sola mancanza di cinque ufficiali, subito colmata tramite trasferimenti da altri reparti d’assalto.

Nei mesi di settembre e ottobre l’VIII° segue gli spostamenti della 1^ Divisione d’Assalto in avvicinamento al fronte, fino all’impiego nella offensiva finale. Nella notte sul 26-27 ottobre il reparto attraversa il Piave, supera la linea difensiva della roggia dei Mulini, conquista Sernaglia e resiste ai ripetuti contrattacchi nemici nei giorni 27 e 28 ottobre, contribuendo in modo decisivo al consolidamento della testa di ponte. Le perdite tra il 26 e il 30 ottobre ammontano a 1 ufficiale morto e 7 feriti, 10 morti e 157 feriti tra la truppa, per un totale di 175 uomini fuori combattimento, riducendo temporaneamente la forza a 517 uomini, subito reintegrata dall’arrivo di nuovi complementi.

Dopo il ripiegamento nelle retrovie, l’VIII° Reparto d’Assalto attende l’armistizio del 4 novembre 1918, segnando la conclusione della sua intensa attività bellica nel corso dell’anno. Nelle settimane successive l’VIII°, come gli altri reparti del 3° Gruppo che dal 15 novembre passa agli ordini del tenente colonnello Raffaele Repetto, viene impegnato in esercitazioni e nella sistemazione degli alloggi. A partire da quello stesso giorno viene trovata una migliore collocazione nei locali di Villa Sassui, nella zona di Conegliano.

Eventi del 1919

All’inizio del 1919 il gruppo lascia la zona di Conegliano per avvicinarsi a Treviso. I reparti sono dislocati a Paderno, ad eccezione del XXII° che viene accantonato a S. Andrà. Sul finire di gennaio si registra un nuovo spostamento verso Mortellago, in provincia di Venezia, con l’VIII° Reparto d’Assalto a Peseggia e il IX° Battaglione Bersaglieri a Scorzè. Questo trasferimento anticipa l’imbarco per la Libia dell’intera 1^ Divisione d’Assalto. Le partenze si susseguono nell’arco di un mese, a partire dalla metà di febbraio, e gli ultimi a partire sono gli Arditi e i bersaglieri del 3° Gruppo.

Il 17 marzo 1919 l’VIII° si imbarca insieme al IX° Battaglione Bersaglieri sul piroscafo Belvedere, giungendo a Tripoli nel primo pomeriggio del 22 marzo, dopo una traversata tranquilla interrotta solo da un breve scalo a Siracusa. I due reparti, destinati all’oasi di Gurgi – a occidente di Tripoli e a sud della pista per Zanzur – piantano gli accampamenti nello stesso settore in cui, verso la costa, nei pressi di Gargaresch, sono già dislocati gli altri due gruppi della divisione. Il XXII° e il comando di gruppo li raggiungono solo il 28 marzo a causa di un grave incidente navale: il vapore Umbria, al largo delle coste pugliesi, ha urtato una mina ed è riuscito con difficoltà a raggiungere Bari. Il secondo scaglione del 1° Gruppo lamenta la perdita di parecchi uomini annegati nella stiva allagata e riprende il viaggio con un’altra nave solo dopo qualche giorno.

In Libia la permanenza del reparto non registra azioni di combattimento rilevanti. Gli Arditi affrontano il clima e l’ambiente desertico e acquisiscono conoscenze sui costumi delle popolazioni locali, senza confrontarsi con i guerriglieri arabi. Dal 14 maggio le compagnie dell’VIII° iniziano il turno di servizio all’avamposto di Fonduk el Toghar, sostituendo i reparti del 2° Gruppo. Questo servizio viene sospeso definitivamente il 23 maggio. Gli accordi raggiunti con i capi ribelli portano il governo della Tripolitania a considerare superato il periodo di lotta aperta, consentendo di alleggerire il servizio degli avamposti affidandolo a piccoli nuclei di truppe eritree e libiche. In questo contesto vengono meno le ragioni che avevano motivato il trasferimento della 1^ Divisione d’Assalto in Africa, e il rimpatrio avviene nel mese di giugno. Il 29 giugno l’VIII° lascia Tripoli a bordo della nave Zenson, accompagnato da due compagnie del IX° Battaglione Bersaglieri. Giunti a Venezia la sera del 3 luglio, gli Arditi sono trasferiti in treno in Emilia, accantonati a Guastalla.

La situazione al confine orientale e i contrasti con il neonato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni determinano un nuovo trasferimento della 1^ Divisione d’Assalto prima della fine del mese. Partito in treno il 20 luglio da Guastalla, l’VIII° arriva il 22 luglio alla stazione di Longatico, dove il XXII° lo ha preceduto di poche ore. Prima della fine di luglio, il 3° Gruppo assume la dislocazione prevista nella zona di Postumia, dove resta fino al 29 agosto, giorno in cui viene ritirato sul Carso, a occidente di Trieste, con i tre reparti distribuiti tra Comen, Cobinaglava e Goriansko.

Il 9 settembre il gruppo si sposta sulla linea di armistizio e si posiziona in Istria, in fondo al golfo del Carnaro: il comando a Castua con il XXII°, l’VIII° a Mattuglie e il battaglione bersaglieri nel settore di Clana. La tensione è elevata a causa della situazione di Fiume.
Il 12 settembre Gabriele D’Annunzio entra in città per riaffermarne l’appartenenza all’Italia. Tra i partecipanti vi sono il tenente colonnello Repetto con alcuni elementi del comando di gruppo, l’VIII° Reparto d’Assalto quasi al completo e la 2^ compagnia del XXII°.

In tale giorno l’VIII° cessa virtualmente di esistere. A Vippacco, dove il 20 settembre viene trasferito quanto resta del 3° Gruppo, si ricostituisce un embrione agli ordini del tenente Cesare Spalluto. Un nuovo rinforzo arriva l’11 ottobre quando il reparto, accantonato dal 6 a Prebacina dopo l’allontanamento del gruppo dalla linea di armistizio, riceve un buon numero di complementi. Tuttavia il destino delle unità d’assalto è ormai segnato. Per evitare ulteriori defezioni, il gruppo viene spostato più lontano dal confine e a dicembre si trova in Friuli: il comando a Mariano, il XXII° a Moraro, il battaglione bersaglieri a Romans e l’VIII° tra S.Vito al Tagliamento e Campoformido, quest’ultimo alle dipendenze del Comando Aeronautica dell’8^ Armata per lavori di sistemazione dei campi d’aviazione, con compiti di natura punitiva.

Eventi del 1920

L’VIII° Reparto d’Assalto viene sciolto il 10 gennaio 1920 andando a confluire nel X°, destinato a rimanere in vita insieme con il XX° ed il XXII° nell’ambito del 1° Gruppo d’Assalto, dal 14 gennaio ridenominato Reggimento d’Assalto.
Gli Arditi di tale reparto sono stati decorati con 30 medaglie d’argento al valor militare, 29 medaglie di bronzo al valor militare e 20 croci di guerra al valor militare. Il suo tributo di sangue è di 41 morti e 6 dispersi.


Fonti Bibliografiche

  • Di Martino Basilio e Cappellano Filippo: I reparti d’assalto italiani nella grande guerra (1915-1918) | Roma, Ufficio storico dell’esercito, 2007 (doppio volume)
  • Roseano Roberto, Stacconeddu Giampaolo: Arditi Decorati e Caduti – Reparti d’Assalto, 1917-1920 | Autoprodotto (Amazon), 2016
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